Roma per chi c’è già stato: due itinerari insoliti, a piedi o con il tuo NCC

Roma per chi c’è già stato: due itinerari insoliti, a piedi o con il tuo NCC

Roma per chi c’è già stato: due itinerari insoliti, a piedi o con il tuo NCC

Roma continua a sorprendere anche dopo il primo viaggio. Superati Colosseo, Vaticano, Pantheon e Fontana di Trevi, resta una città meno evidente, fatta di cortili nascosti, prospettive barocche, architetture insolite, archeologia industriale e grandi paesaggi urbani.

Per scoprirla davvero, però, servono due modi diversi di muoversi. Il primo è a piedi, seguendo un percorso compatto nel centro storico. Il secondo è in auto NCC, per raggiungere luoghi più distanti tra loro senza trasformare la giornata in una sequenza di spostamenti complicati.

Due itinerari diversi, quindi, ma con lo stesso obiettivo: vedere una Roma che spesso rimane fuori dai programmi più classici.

Roma insolita a piedi: da Campo de’ Fiori al Ghetto

Il punto di partenza ideale è Campo de’ Fiori, ma bastano pochi metri per entrare subito in una dimensione diversa.

La prima tappa è il Passetto del Biscione, un piccolo passaggio coperto legato alle strutture dell’antico Teatro di Pompeo. Affreschi, stratificazioni architettoniche e una celebre immagine sacra raccontano una Roma che si sviluppa spesso dietro facciate apparentemente normali. La tradizione collega proprio questo luogo al detto romano “cercare Maria per Roma”.

Da qui si raggiunge in pochi minuti l’Arco degli Acetari. L’accesso da via del Pellegrino è facile da ignorare, ma oltre l’arco appare un cortile con case basse, scale esterne, pavé e piante. Non serve una lunga visita. Il suo fascino sta proprio nella sensazione di aver aperto per caso una porta sulla Roma di un altro tempo.

Il percorso continua verso Palazzo Spada, dove si trova uno degli esperimenti più riusciti dell’architettura barocca: la prospettiva di Francesco Borromini. Una galleria lunga meno di nove metri appare molto più profonda grazie alla progressiva riduzione delle colonne e alle variazioni di pavimento e soffitto. È una dimostrazione perfetta di quanto il Barocco romano amasse giocare con la percezione.

Poco oltre si entra in via Giulia, una delle strade storiche più eleganti della città. Qui si incontra l’Arco dei Farnesi, residuo di un progetto mai completato che avrebbe dovuto collegare Palazzo Farnese con i possedimenti della famiglia oltre il Tevere. È interessante proprio perché racconta qualcosa che Roma avrebbe potuto diventare e che invece è rimasto incompiuto.

Proseguendo lungo la stessa strada si arriva alla Fontana del Mascherone, dominata da un grande volto in marmo. La composizione utilizza anche materiali antichi e mostra un tratto tipico della città: elementi di epoche diverse vengono recuperati, trasformati e inseriti in nuovi contesti.

La passeggiata cambia atmosfera entrando verso il Ghetto. Nel cortile di Palazzo Mattei di Giove, statue, busti, rilievi e reperti archeologici sono inglobati direttamente nell’architettura. Non è soltanto decorazione. È il modo in cui una famiglia aristocratica del Seicento costruiva la propria immagine attraverso il rapporto con l’antichità.

A pochi passi, Piazza Mattei chiude il percorso con la Fontana delle Tartarughe. Raccolta, elegante e meno monumentale delle grandi fontane romane, è una conclusione perfetta per un itinerario che privilegia dettagli e piccole scoperte.

Roma insolita in NCC: quando vale la pena allargare il raggio

Il secondo itinerario cambia scala. Qui l’auto con conducente diventa utile perché permette di attraversare quartieri molto diversi tra loro e collegare luoghi che a piedi sarebbero poco compatibili nella stessa giornata.

Si può iniziare dal Quartiere Coppedè, tra Salaria e Nomentana. È un piccolo laboratorio architettonico dove Liberty, Art Déco, Medioevo e suggestioni fantastiche convivono senza cercare uniformità. Piazza Mincio, la Fontana delle Rane e i Villini delle Fate sono il cuore di questo insieme decisamente anomalo rispetto al resto della città.

Poco distante si trova Villa Torlonia, dove la Casina delle Civette offre un cambio di scenario immediato. Vetrate policrome, torrette, maioliche e decorazioni naturalistiche trasformano l’edificio in uno degli esempi più eccentrici dell’architettura romana tra Ottocento e Novecento.

Da qui si può raggiungere il Gianicolo e fermarsi al Fontanone dell’Acqua Paola. Più che una semplice fontana monumentale, è un punto di osservazione privilegiato sulla città. La sua posizione permette di leggere Roma dall’alto prima di ripartire verso quartieri completamente diversi.

La tappa successiva è la Centrale Montemartini, a Ostiense. Statue romane e mosaici sono esposti accanto a turbine, motori e macchinari di una vecchia centrale elettrica. Il valore del museo sta soprattutto nel contrasto tra archeologia classica e archeologia industriale.

L’itinerario può poi proseguire verso l’EUR, dove il Palazzo della Civiltà Italiana, il cosiddetto Colosseo Quadrato, introduce alla Roma razionalista del Novecento. Viali ampi, proporzioni monumentali e geometrie rigorose sembrano appartenere a un’altra città rispetto al centro barocco.

Da qui si torna indietro nel tempo lungo la Via Appia Antica, con una sosta al Mausoleo di Cecilia Metella. L’imponente monumento funerario domina ancora oggi uno dei tratti più suggestivi dell’antica strada consolare.

La giornata può concludersi al Parco degli Acquedotti, dove le arcate romane attraversano prati e campagna urbana. Arrivare nel tardo pomeriggio permette di chiudere il percorso con uno scenario completamente diverso da quello iniziale.

A piedi o in NCC, la Roma più interessante dopo la prima visita è spesso quella che richiede di cambiare ritmo. Nel centro storico conviene rallentare e osservare. Appena ci si allontana, invece, l’auto permette di costruire itinerari più ampi e fluidi.

È proprio questa combinazione a far emergere una città meno prevedibile, più stratificata e molto più ricca di quanto suggeriscano i suoi monumenti più famosi.

 

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